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Salute: malaria in Brasile
settembre 3rd, 2010 by andrea

Nel Brasile settentrionale la malaria è endemica, per cui se intendete visitare l’Amazzonia dovete prendere serie precauzioni. In anni recenti, il tasso d’infezione è aumentato per via della maggior resistenza agli insetticidi da parte delle zanzare, il che, ogni anno, provoca il decesso, evitabile, di alcuni turisti sprovveduti.
In realtà, bastano poche e semplici precauzioni per minimizzare il rischio di contrarre la malaria, anche in zone ad alta diffusione. Inoltre, con la terapia adeguata, un attacco di malaria non è peggio di una forte influenza.
Tuttavia, tenete presente che se non seguite le precauzioni indicate e non effettuate la profilassi antimalarica, prima, durante e dopo il passaggio in Amazzonia, la malattia può uccidere.

In Brasile esistono due tipi di malaria: falciparum, più grave ma meno comune, e vivax, entrambe trasmesse dalla zanzara anofele, che è al massimo dell’attività all’alba e per un’ora circa dopo il tramonto. Anche nelle zone ad alta diffusione, solo il 5% circa delle anofele è infetto dai parassiti dell amalaria, per cui riducendo al minimo le punture delle zanzare, si abbassa notevolmente il rischio di contrarre la malatia.

Servitevi di repellenti contro gli insetti, il più comune dei quali in Brasile è l’Autan, da utilizzare in combinazione con il Johnson’s Baby Oil per alleviare l’irritazione cutanea. I repellenti antizanzare più efficaci, che conviene procurarsi prima di partire, contengono DEET (dietitoluamide), una sostanza molto attiva, per cui bisogna seguire le istruzioni del fabbricante, in particolare per uso in età pediatrica.
Se avete la pelle molto sensibile, un alternativa naturale è la citronella, ma conviene usare ugualmente il DEET sugli indumenti e le zanzariere. Indossate camice a maniche lunghe e pantaloni, calze e scarpe sopratutto negli orari in cui le zanzare sono più voraci. Dormite sotto le lenzuola e sopratutto utilizzare una zanzariera.

Quelle per amache (mosqueteiro para rede) costano sui $15 e sono facilmente reperibili nelle città amazzoniche. Anche le spirali antizanzare contribuiscono a tenere lontani gli insetti.

Se effettuate la profilassi preventiva dovete assolutamente seguire uno schema di assunzione, da iniziare prima della partenza e proseguire anche dopo il rientro, chiedendo consiglio al vostro medico. Poiché sta aumentando la resistenza ai farmaci a base di clorochina, la profilassi consigliata a chi si reca in Brasile è diventata meflochina, il cui nome commerciale è Lariam, che però è d’uso controverso in quanto comporta pesanti effetti collaterali. Il sito www.cdc.gov/travel/ è un utile fonte che fornisce consigli sulle zone a rischio del Brasile e sui metodi di protezione migliori.

La malaria ha un periodo di incubazione di circa due settimane. I primi sintomi della malaria sono molto simili a quelli della sindrome influenzale, con dolori muscolari e articolari, accompagnati da senso di spossatezza, che durano per un paio di giorni prima che si manifesti la vera e propria febbre malarica, la quale può comparire anche alcuni mesi dopo.
Se sospettate di aver contratto l’infezione, recatevi immediatamente in un ospedale o ambulatorio, dove vi sottoporranno ad una terapia e un’analisi del sangue immediata per identificare il ceppo. La terapia antimalarica è l’unico settore della sanità pubblica in cui il Brasile si distingue. In tutta l’Amazzonia sono disseminati piccole stazioni di controllo della malaria (posto da SUCAM) e ambulatori gestiti dall’organizzazione antimalarica che, pur avendo un aria molto dimessa, dispongono di personale espertissimo e competente che conosce i ceppi locali meglio di qualsiasi specialista cittadino.

Le terapie somministrative nei postos sono gratuite, per cui, se doveste ammalarvi, fatevi accompagnare in uno di questi ambulatori il più rapidamente possibile e non restate nell’amaca in preda ai brividi della febbre in attesa che passino. È vero che spesso scompaiono, ma è anche vero che la malaria può essere letale.


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